Certificazione SA8000: cos'è, requisiti e come si prepara l'audit
La norma SA8000 sulla responsabilità sociale spiegata alle PMI: i nove requisiti, il percorso di certificazione, gli audit di sorveglianza e i documenti da tenere pronti.
La SA8000 è la norma internazionale più diffusa sulla responsabilità sociale d’impresa: certifica che un’azienda tratta i propri lavoratori in modo corretto e che lo verifica lungo la sua catena di fornitura. Per molte PMI italiane, soprattutto nella moda, nella pelle e nel tessile, non è una scelta d’immagine: è uno dei requisiti che i brand e i grandi committenti chiedono ai fornitori.
Cos’è la SA8000
SA8000 sta per Social Accountability 8000. È stata pubblicata nel 1997 da Social Accountability International (SAI), un’organizzazione non governativa con sede a New York. Si basa sulle convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), sulla Dichiarazione universale dei diritti umani e sulla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.
La norma viene rivista periodicamente. La versione SA8000:2014 è stata il riferimento delle certificazioni per oltre dieci anni: prima di avviare un percorso verificate sul sito di SAI qual è l’edizione in vigore e quali sono i tempi di transizione.
A differenza di una norma di prodotto, la SA8000 certifica il sistema di gestione dell’azienda: non basta rispettare la legge sul lavoro in un dato giorno, bisogna dimostrare di avere regole, responsabilità e controlli che lo garantiscono nel tempo.
I nove requisiti della SA8000
- Lavoro infantile: divieto di impiegare minori sotto l’età minima e tutela dei giovani lavoratori.
- Lavoro forzato o obbligato: nessuna forma di lavoro imposto, nessuna trattenuta di documenti o di depositi.
- Salute e sicurezza: un luogo di lavoro sicuro e salubre, con valutazione dei rischi, formazione e prevenzione.
- Libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva.
- Discriminazione: nessuna discriminazione in assunzione, retribuzione, formazione, promozione o licenziamento.
- Pratiche disciplinari: divieto di punizioni corporali, coercizione e abusi verbali.
- Orario di lavoro: rispetto della legge e dei contratti, straordinari volontari e limitati.
- Retribuzione: salari almeno pari ai minimi legali o contrattuali e sufficienti a soddisfare i bisogni essenziali, buste paga chiare.
- Sistema di gestione: la politica SA8000, il Social Performance Team, la valutazione dei rischi, il monitoraggio, la gestione dei reclami, il controllo dei fornitori e il miglioramento continuo.
Il Social Performance Team
Il nono requisito chiede di istituire un Social Performance Team (SPT): un gruppo formato da rappresentanti della direzione e dei lavoratori che valuta i rischi di non conformità, propone le azioni per ridurli e ne verifica l’efficacia. È uno degli elementi su cui gli auditor si soffermano di più, perché mostra se la norma vive in azienda o solo sulla carta.
Come si ottiene la certificazione SA8000
La certificazione viene rilasciata da un organismo di certificazione accreditato per la SA8000 (l’accreditamento è gestito da SAAS, Social Accountability Accreditation Services). Il percorso tipico:
- Analisi iniziale: si confronta la situazione dell’azienda con i requisiti della norma, spesso con l’aiuto di un consulente.
- Costruzione del sistema: politica SA8000, nomina dell’SPT, procedure, valutazione dei rischi, canale per i reclami, coinvolgimento dei fornitori.
- Periodo di applicazione: il sistema deve funzionare per un certo tempo e produrre registrazioni prima dell’audit.
- Audit di certificazione, di norma in due fasi: verifica dei documenti e poi verifica sul campo, con visita ai reparti e interviste ai lavoratori.
- Rilascio del certificato, valido tre anni.
- Audit di sorveglianza periodici durante i tre anni, anche non annunciati, e poi l’audit di rinnovo.
Ogni passaggio produce documenti con una data: il certificato ha una scadenza, gli audit di sorveglianza hanno un calendario, le azioni correttive hanno un termine. Perdere una di queste date significa rischiare la sospensione del certificato.
Audit SA8000: i documenti da tenere pronti
Durante un audit SA8000 l’organismo di certificazione, o il brand che fa il proprio audit etico, chiede evidenze precise. Questa è la lista che conviene avere sempre in ordine:
- la politica SA8000 firmata dalla direzione e diffusa ai lavoratori;
- la nomina e i verbali delle riunioni del Social Performance Team;
- la valutazione dei rischi di responsabilità sociale e il DVR;
- i contratti di lavoro, i cedolini e i registri delle presenze (per orari e straordinari);
- la documentazione su età e identità dei lavoratori;
- il registro della formazione;
- la procedura per i reclami e il registro dei reclami ricevuti e gestiti;
- l’elenco dei fornitori e dei terzisti con le loro dichiarazioni e verifiche;
- i rapporti degli audit precedenti e lo stato delle azioni correttive;
- il certificato in corso di validità, con la data di scadenza.
Molti di questi documenti servono anche per altre richieste: il DVR e la formazione per la sicurezza, i contratti e il DURC per la qualifica fornitori, l’elenco dei terzisti per gli audit dei brand. Ha senso tenerli in un unico posto invece che in una cartella per ogni cliente o per ogni norma.
SA8000 e brand della moda
Nella moda e nella pelle la SA8000 si intreccia con gli audit etici che i brand fanno sui fornitori e sui loro terzisti. Un fornitore può ricevere diversi audit in pochi mesi, ognuno con la propria piattaforma ma con domande molto simili su lavoro, sicurezza e ambiente. Avere la certificazione riduce le domande, non le elimina: il brand vuole comunque vedere certificato, rapporti di audit e azioni correttive aggiornati.
Per le altre certificazioni richieste nella filiera (OEKO-TEX, LWG, ZDHC, GOTS, GRS) abbiamo preparato una guida dedicata: Certificazioni tessili e della pelle.
Tenere vivo il sistema SA8000
La parte difficile della SA8000 non è ottenerla, è mantenerla: verbali dell’SPT da tenere, reclami da registrare, verifiche sui fornitori da ripetere, scadenze di audit e di certificato da rispettare. Fascicolo Fornitore raccoglie i documenti della SA8000 insieme a tutti gli altri documenti di conformità, con scadenze, promemoria e storico, e prepara in poco tempo il fascicolo da mostrare all’auditor o da caricare sulla piattaforma del brand. La consulenza per costruire il sistema resta del vostro consulente SA8000: noi teniamo in ordine le prove.
Domande frequenti
La SA8000 è obbligatoria?
No, è una certificazione volontaria. Diventa di fatto necessaria quando la chiede un cliente, un brand o un bando di gara.
Quanto dura la certificazione SA8000?
Il certificato vale tre anni, con audit di sorveglianza periodici nel frattempo e un audit di rinnovo alla scadenza.
Che differenza c'è tra SA8000 e ISO 45001?
La ISO 45001 riguarda solo la salute e la sicurezza sul lavoro. La SA8000 la include come uno dei nove requisiti, ma copre anche diritti dei lavoratori, orari, retribuzioni, discriminazione e controllo dei fornitori.
Cosa contiene la politica SA8000?
L’impegno della direzione a rispettare tutti i requisiti della norma e le leggi applicabili, a migliorare nel tempo e a comunicare la politica a lavoratori e parti interessate. Va firmata, datata, diffusa e riesaminata.
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